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LAVS – Unum

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Tra spiritualità ascetica e angoscia del peccato, un viaggio per riscoprire se stessi e realizzare così la contemplazione del Divino. Un percorso di elevazione spirituale e tensione dell’anima che ha la luce delle candele, il luccichio dei piviali, il riverbero del turibolo, il silenzio della cattedrale.
E il profumo di Lavs, fragranza ai limiti dell’ascetismo che porta la firma di Unum, una delle più belle rivelazioni di Esxence 2015.
Lavs, che prende il nome dall’omonimo atelier di vesti sacre di Sant’Arcangelo di Romagna, si offre al naso come un incenso liturgico sui generis, permeato di una sacralità inedita che spinge l’intera composizione verso vertici altri rispetto alla mortificante essenzialità monastica: un cuore “eretico” di coriandolo, elemi e spezie orientali si rende protagonista di una rottura scismatica tale da restituire al naso un’eccezionale armonia di contrari. Sacro e profano, solve et coagula, mutabile e immutabile, trovano così la loro chiave di volta nelle mani di Filippo Sorcinelli, il direttore artistico della linea, magister murario di questo piccolo gioiello gotico della profumeria, inedita anticamera terrena della sacralità del mistico.
Come se il cammino verso la Gerusalemme Celeste iniziasse da Sant’Arcangelo di Romagna.

Note di Testa: Gelsomino, Cardamomo, Pepe Nero
Note di Cuore: Elemi, Coriandolo, Chiodi di garofano, Labdano
Note di Fondo: Opoponax, Palissandro, Ambra, Muschio di quercia, Fava tonka

Oud27 – LeLabo

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Il desolato intimismo di corpi nudi catturato dall’obiettivo privato di Tom Wood. Il continuo flusso e riflusso di corpi, utopie private alimentate da amore e amoralità, che si consuma davanti a qualche vecchia foto di Jaime King, immortalata da Davide Sorrenti poco prima che l’eroina devastasse lei e ammazzasse lui.  The Ballad of Sexual Dependency, col sesso paradigma olfattivo di accordi tanto deliziosi quanto improbabili, che rendono questo oud unico.
Le sfaccettature animaliche e terrose dell’agarwood si placano all’abbraccio caldo e sensuale del legno di cedro e gaiac, secondo una continuità, per certi versi afocale, dove “importante” e “accessorio” concorrono a dipingere una sensazione di globalità in cui l’oud diventa quasi solo il pretesto del nome. Il cuore, dal canto suo, rivela improvvisamente nuovi attori che spingono a riconsiderare tutta la composizione, spingendo verso un vortice sincopato e reattivo di patchouli, incenso, pepe nero e zafferano, conferendo al tutto un calore materico e consistente cosicchè Il finale, elegantemente sporco, è quasi più bello dell’inizio.
In linea con gli altri LeLabo, Oud27 è un profumo audace, in grado di restituire al naso una sensualità venata d’allarme: uno dei più pregiati e nobili ingredienti della profumeria diventa qui analogico all’esperienza, raccontando corpi , mescolando respiri, fissando intimità.  Come una fotografia di Nan Goldin, tra consunzione fisica e devianza sessuale.

Note di Testa: Legni di Agar, Cedro e Gaiac
Note di Cuore: Incenso, Patchouli, Pepe Nero, Zafferano, Rosa
Note di Fondo: Ambra, Zibetto, Musc, Vetiver

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Tudor – Coquillete Paris

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E’ la dinastia leggendaria dei Tudor a dare il nome all’ultima fragranza firmata Rosa Vaia e Elise Juarros per Coquillete Paris. Gli intrighi e le passioni della Guerra delle Rose riecheggiano in un profumo che vede la rosa assoluta protagonista, qui proposta in una versione del tutto inedita o quanto meno originale: alla delicatezza dei petali, Rosa ed Elise hanno infatti preferito esplorare il gambo puntellato di spine, robusta, essenziale e unica corazza del fiore. Il risultato finale sorprende da subito per la sua carica distonica. La sensualità romantica del fiore si traduce inevitabilmente in scabroso erotismo, un petalo che non accarezza ma punge, forte della sua fredda carnalità. A colpire è l’evoluzione intima e avvolgente della composizione che si stempera in un accordo vincente di benzoino e vaniglia, unificando in un’ellissi tutta sua di voluttà e pensosa leggerezza. Tudor è l’ennesimo colpo messo a segno da Rosa ed Elise, che continuano così a spingere verso nuove vette assolute il proprio territorio espressivo. Il profumo alla rosa diventa solo un pretesto vincente per offrire una fragranza tanto dolce quanto robusta, forte di una carica avvolgente e intima tenuta insieme da una trama di spine. E’ il profumo delle pagine di Anna di Geierstein di Walter Scott, lui che per primo parlò di Guerra delle Rose. Una guerra olfattiva che qui però vede come unico vincitore Coquillete Paris.

Antonio Alessandria – Hommage à la lune

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Un inno alla notte, solenne e ambigua, articolato in una trilogia olfattiva che ha stregato l’ultima edizione di Esxence.

Antonio Alessandria, titolare della profumeria Boudoir36 di Catania, ha incantato Esxence con un poema olfattivo di 3 fragranze che affondano la loro piramide nella solennità ambigua della notte. Mistero e seduzione si attraggono a vicenda, sigillate dall’opulenza di un accordo cuoiato che lega come un fil rouge le tre fragranze.

Nacre Blanche è una dichiarazione d’amore alla luna, la falce nitida di Pessoa che col suo diffuso biancore entra dalla finestra a rischiarare l’incarnato d’alabastro di chi, leggenda vuole, è costretta a stare in casa per sfuggire agli effetti eccitanti sugli uomini della fioritura delle tuberose. Una fragranza che combina insieme castità e peccato, il tentativo frivolo di nascondere tra le lenzuola un cuore di fiori bianchi su un elegante fondo di legni e cuoio. Una tuberosa sensuale, elegante, combattuta tra vizio e virtù in un profumo che entra a pieno titolo tra le mie tuberose preferite.

Nuit Rouge è forse il più interessante dei tre. Un profumo che brucia sulla pelle come lava incandescente, un’eruzione di sensualità sui toni rosso bruni del diaspro e dai sentori asprigni del rabarbaro, che emerge elegante tra germogli di ribes e geranio, prima di farsi piccante nel cuore di pepe nero, zafferano e caffè. Sul fondo torna l’elegante firma di Antonio, quell’accordo cuoiato tanto sbalorditivo quanto raffinato che accomuna tutta la trilogia.

Da ultimo, Noir Obscur. Solenne e intenso, noir obsur è una notte ossianica e sublime, che vede l’assoluta di rhum baciare silenziosamente un’anima di rosa bulgara, iris e osmanto, arricchendo il tutto di un erotismo misterioso, selvaggio, ebbro di peccato, che trova un fidato alleato nel buio segreto della notte.

Con un debutto all’insegna di un purismo lirico di rara eleganza e di una sensualità raffinata e d’altri tempi, Antonio Alessandria ha vinto a mani basse in questa edizione di Esxence, portando a segno tre bellissime reti nel campionato della profumeria artistica come non se ne vedevano da un po’.

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Rose Cut – Ann Gerard

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L’ultima creazione di Bertrand Duchafour per Ann Gerard reinterpreta la femminilità e la sofisticazione dell’antico e prezioso taglio a rosetta, per una rosa tossica e sontuosa, adamantina e mutevole nelle sue sfaccettature.
L’apertura, moderatamente aldeidata, sfuma i petali di velluto delle tonalità frizzanti del pepe rosa, prima di immergerli nella vena amoris di un intenso rhum che travolge e ammalia.

Un bagliore di chiaroscuri che nel cuore diventa gioco di seduzione, con un accordo voluttuoso e sognante di rosa e peonia, coronato da un patchouli scuro e attraente. Le battute finali sono affidate invece a un fondo dolce e vellutato di vaniglia, benzoino e assoluta di legno di quercia, che incastonano sulla pelle questo piccolo quanto autentico gioiello.

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Rozy – Vero Profumo

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In nome della Rosa, Vero Kern scrive un altro bellissimo capitolo della sua storia con Rozy, presentato in esclusiva a Milano durante gli Essential Days di Campomarzio70 nelle due versioni eau de parfum e voile d’extrait.
L’appassionata celebrazione del fiore per eccellenza, petali intrisi di fascino viscerale e sentimento, metafora botanica e sinestesia olfattiva del Rose Tattoo di Anna Magnani.

Il voile d’extrait è una rosa animalica i cui seducenti petali si sfaldano elegantemente tra i colori caldi del miele e sentori cuoiati. Un mix profondo che sottintende una sensualità audace e passionale, dall’intimismo drammatico e cinerini cromatismi preraaffaeliti. La resa su pelle è pazzesca, con la rosa a tenere il fil rouge di una composizione che combina in un incanto di armonia e drammaticità la sensualità del fiore e venature più animaliche.

L’eau de parfum arricchisce l’eleganza del fiore con la carica esuberante e intensa della pesca e di un eroticizzante frutto della passione, sua irrinunciabile firma. Nel cuore, la pletora di petali annega in un caldo e avvolgente miele che arricchisce il tutto di accenti morbidi e ammalianti, traducendosi rispetto al voile, in una rosa più densa e golosa, con i petali dipinti di una passionalità più ingenua e istintiva.

Sono le due strade al bivio della Vie en Rose firmata Vero Kern.

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Moramanga – Coquillete Paris

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Paradisiaco e primitivo.
Un erotismo tropicale che ha il profumo narcotico della tuberosa e il cromatismo saturo e materico di una tela di Gauguin.

Moramanga è un viaggio eccitante e retinico verso un mondo altro, esotico e incontaminato, accompagnati dall’esplosione rutilante e narcotica di gardenia indiana, gelsomino e iris del Giappone, che si offrono al naso nella loro sinfonia di contrasti opulenti e radicali.

Il cuore si fa più caldo, dolce, quasi balsamico, con l’aromatico accordo di opoponax etiope, tolù di Colombia e benzoino che riportano la composizione entro i confini nitidi e quieti di un avvincente cloisonnisme olfattivo. Le pennellate finali sono lasciate a un’intensa e quanto mai erotica tuberosa del Madagascar, tenuta a bada dal sottofondo dolce e leggermente cremoso della vaniglia e di un intenso ylang ylang della Polinesia.

Un profumo che è la celebrazione di un esotismo lussureggiante, incontaminato, radicale, per nulla incline a soluzioni tiepide e rinunciatarie, ma un vorticoso, estremo e travolgente flowerbomb.

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Lipstick Rose – Frederic Malle

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La sbavatura di un rossetto che è la colpa malcelata di un bacio peccaminoso. Il veloce incedere dei tacchi che ha più il sapore dell’espiazione che quello della fuga.

Una rutilante e quanto mai impertinente sensualità, che si sfalda in una pletora di rosa e violetta, accordate a un pompelmo che ci restituisce il tutto nella sua acerba ma consapevole femminilità.
Un erotismo glamour, edonistico, cinematografico. Impalpabile ma affermativo.

Visiviamente parlando, è la provocante libidine di Georgina Grenville nelle celebri campagne Gucci by Tom Ford.
O un’irreale reinterpretazione del Le Mepris di Godard nello stile moderno, elegiaco e modaiolo di Sofia Coppola.
La pittura galante di Fragonard tra riviste patinate, scatti rubati e filtri instagram.

Nose: Ralph Schwieger

Head: violetta, pompelmo, aldeidi, coriandolo
Heart: iris, rosa, lampone, ambretta, eliotropo
Base: vaniglia, ambra, muschio, vetyver

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Bombay Bling – Neela Vermeire Creations

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Quando un profumo diventa un caleidoscopio di suoni e colori che ti travolge al ritmo di lichi, mango, ribes per cedere poi il passo a un raffinatissimo accordo di rose, assoluta di gelsomino sambac e ylang ylang.

E’ l’India più eclettica, cosmopolita, pulsante. L’India a tinte bollywood della festa di Holi, quando le strade brulicano di profumi e polveri colorate. Un’esplosione di emozioni, odori, colori che stravolgono nell’intreccio indissolubile di sacro e profano.

I contrasti dell’India più ruggente, divisa tra freakonomics e tradizioni millenarie, tra un pantheon incredibile di divinità e la voglia di modernità.

Da Mumbai a New Delhi, è un Bombay BOOM quello firmato da Duchaufour per Neela.

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China White – Nasomatto

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Il fascino di una composizione che ha le sembianze del profumo e l’effetto della cocaina. Polvere bianca che inebria, in un accordo segreto di legni e fiori. Un mix raffinato e alternativo di sensazioni e immagini, dove la trasgressione si incontra con suggestioni che arrivano da Oriente. Piramide non pervenuta e lasciata alla suggestione del singolo. Insolito come un film scritto a 4 mani da Danny Boyle e Kurosawa. Un Mark Renton disperso tra le ragazze di porcellana degli antichi quartieri di piacere del Giappone, da Yoshiwara a Maruyama. Geniale come un pezzo di Sakamoto suonato in un djset sulla Sunset Boulevard. If you wanna hang out you’ve got to take her out.

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